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11
Nov

Dancalia

La proiezione è
presentata dal geologo Aldo Bariffi che in due diverse
occasioni ha avuto modo di recarsi in questa particolare
regione: la prima al seguito di una spedizione scientifica
internazionale nel 2003 e la seconda effettuata con mezzi
minimali e all’insegna dell’avventura nel 2009.

      

La Dancalia è
un territorio compreso tra la fascia costiera eritrea e i
contrafforti dell’altopiano etiopico e si allunga da Massawa
a Djibuti, con una larghezza media di 150 Km. Si tratta di
un deserto spietato ed esaltante. Una delle terre più aspre
e inospitali della terra. Le temperature medie annue
raggiungono valori superiori ai 35-40° e negli anni ‘60
erano state registrate le temperature più alte del pianeta
con 62° a Dallol, naturalmente all’ombra, si fa per dire,
visto che in Dancalia è impossibile trovarne.

 
La Dancalia è
anche il sogno di ogni geologo. La Rift Valley penetra,
attraverso le coste dell’Eritrea e di Gibuti, in Africa, qui
si incrocia con la fossa che risale da Aden e riparte verso
il Kenya e il Mozambico; la regione è nota come il triangolo
dell’Afar, lo snodo di una ferita immensa della crosta
terrestre destinata a non rimarginarsi mai. Anzi, fra 30-50
milioni di anni, l’intero Corno d’Africa sarà andato in
frantumi e la piattaforma somala non sarà più agganciata al
continente, ma navigherà, al pari del Madagascar, in mezzo
all’oceano indiano. Il deserto
dancalo è una terra in perenne e rapida mutazione e se ne
avvertono le trasformazioni e le tensioni nell’arco delle
ore e dei giorni, dalla catena vulcanica dell’Erta Ale con
il suo lago di lava, alle allucinanti visioni multicolori
della Piana del sale. Qui siamo nelle più profonde
depressioni terrestri (fino a –160 m) e ciò che vediamo è la
terra superstite dello sprofondamento del mar Rosso. Circa 1
milione di anni fa il mare penetrò con forza nelle fratture
dell’altopiano, ma, alle sue spalle, violente eruzioni
sigillarono i varchi in cui il Mar Rosso si era incuneato.
L’acqua evaporò e rimase solo una vastissima distesa di sale
con spessori di oltre 3000 metri, il che equivale a dire 3
cm di sale all’anno per 100.000 anni. La Piana del Sale è il
cuore dell’inferno dancalo, annunciato dalle maestose
colonne di Dallol, al termine degli intransitabili cammini
che scendono da Makallè e dalle highlands etiopiche. Qui
esplodono continue manifestazioni eruttive e la
concentrazione dei sali è talmente elevata che anche la poca
umidità dell’aria cristallizza sottoforma di brine di sale…

 

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